
Nel mio vagabondare per il web c’è un argomento che in questi giorni incontro spesso. Un tema, ahimè, che prende spunto dalla calamità del terremoto in Abruzzo.
La continua esaltazione di una fantomatica vittoria dell’informazione detta “web 2.0” sulla tradizionale informazione televisiva. Una ripetuta celebrazione delle prestigiosi doti di rapidità nell’informare il cittadino di mezzi prettamente web come Twitter.
Leggendo questa magnificazione sono principalmente due le domande che mi pongo:
- Siamo sicuri che la velocità sia la qualità primaria dell’informazione? Ed in base ad essa catalogare l’informazione stessa in buona o cattiva?
- Perché non sento mai i telegiornali vantarsi nel dare le notizie più celermente rispetto ai quotidiani cartacei?
Francamente credo che la velocità di informazione sia una delle tante qualità che l’informazione deve possedere, non certo l’unica.
E che dire di tutti coloro che attraverso i propri blog, Facebook, i forum e Twitter stesso hanno offeso i non sostenitori della prevedibilità dei terremoti?
Io credo nel web. Ma più che ad un web 2.0 voglio credere in utenti 2.0.
Spero che l’uomo grazie al web possa passare al livello successivo.
Un livello dove le persone non accusano altre persone semplicemente per il fatto di appartenere ad ambienti diversi.
Voglio sperare in un’era dove le tesi vengono discusse su basi scientifiche e su argomentazioni logiche e non per partito preso!
Image by Oberazzi via Flickr